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Nuova Guida di Animazione Teatrale, 2010 (2006)

Fare animazione teatrale, il corpo le macchine i ragazzi, 1993

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"Leggendo il libro,  sembra proprio di seguire una serie di laboratori come uditori, pronti a cogliere nei metodi dell'animatore, quella sensibilità che gli permette di tirar fuori dai ragazzi la creatività e la teatralità che ciascuno di loro custodisce e spesso nasconde nel proprio essere". In "Dramma.it, la casa virtuale della drammaturgia contemporanea", giugno 2006.

"A leggere Beneventi tornano in mente i discorsi sulla centralità espressiva della persona, o del gruppo, fatta di corporeità, immaginazione e capacità affabulativa. Grandi discorsi, dibattito di anni. Ma lui taglia corto e fa scendere in campo direttamente i protagonisti dell'animazione, i bambini". Mimmo Varone, "BresciaOggi",  9.12.93

"Giovanni, Francesca, Matteo, sono solo tre dei numerosi bambini che imprimono il loro nitido punto di vista a questo libro, leggibile come un rigoroso e stimolante saggio sull'animazione, ma anche come una sorta di romanzo "pluralistico" in cui l'infanzia, finalmente, si vede rappresentata con onestà e verità". Letizia Bolzani,  "Ti-Tatr", aprile 1994

"Paolo Beneventi e David Conati spiegano come fare animazione teatrale costituisca un approccio globale al sapere e alla conoscenza, ricollegabile alle più recenti acquisizioni della psicologia dell'età evolutiva e in grado di rispondere a una serie di esigenze proprie dei bambini. In particolare, gli autori sottolineano il carattere non settoriale e specialistico di questa attività e la possibile e proficua «convivenza», nella pratica, del lavoro sul corpo con l'utilizzo della tecnologia: dalla televisione al computer, dai videogiochi a Internet.". In "Scena" n.45, giugno 2006

"Con un approccio molto diversificato, che va da considerazioni storiche a vere e proprie tecniche di scena, dalle tecniche di rilassamento e autoascolto del corpo alla possibilità di utilizzare la tecnologia come strumento rappresentativo, questa guida mette in luce la ricchezza dell'attività teatrale e la sua capacità di creare". Emanuele Scoppola, "La Nuova Ecologia", n.9, ottobre 2006.

“E’ molto più di una guida pratica all’animazione teatrale; è anche un semplice e gradevole testo di Media Education, di alfabetizzazione ai/attraverso/sui media. (...) La descrizione delle attività e le testimonianze dei protagonisti danno al volume un tono di vita vissuta, di concretezza, di realtà, che fa quasi ritenere semplice proporre e realizzare esperienze di questo genere nelle scuole; questo realismo, che mentre leggi il libro ti dà l’impressione di vederli, quei corpi saltellanti, quelle smorfie buffe ed esilaranti, quelle faccine compiaciute o attente, è ottenuto grazie alle descrizioni puntuali e precise degli autori.”. Manola Civiletti, Università di Palermo, Corso di Laurea in Formatore multimediale. Ipotesi di un progetto di DVD-ROM.

“Il volume spazia dall'uso del corpo e della voce alla scrittura di un testo per il teatro, ad indicazioni sul trucco e sull'uso delle macchine, videocamera, computer, luci ed amplificazione con considerazioni pratiche anche relative agli spazi della rappresentazione. Nella nuova edizione aggiornata e ampliata, nuovi capitoli sono stati dedicati all'interculturalità, all'aggiornamento sull'uso dei mezzi tecnologici, al confronto con esperienze internazionali e alle testimonianze da realizzazioni concrete e messe in scena”. Scheda Feltrinelli 2010

Non si tratta di insegnare ai ragazzi a fare il teatro, ma di aiutarli alla consapevolezza di una forma di espressione e comunicazione, complessa e completa, che essi fondamentalmente già possiedono, come possiedono la capacità di parlare e disegnare, senza che nessuno glielo abbia mai intenzionalmente insegnato. Si tratta di offrire, prima ancora che un aiuto, un riconoscimento culturale a questa loro capacità.

Adottato come testo d'esame nel corso di Pedagogia Generale, corso di laurea per Educatore della Prima Infanzia della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo, tenuto dal professor Ignazio Licciardi, anno accademico 2006-2007

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